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Lo sgombero del campo
rom abusivo di via di Centocelle, chiamato Casilino 700, avvenuto l'11
novembre 2009 ha occupato le cronache dei giornali locali e nazionali
per alcuni giorni. La nostra scuola è coinvolta nella vicenda
in quanto molti dei bambini del campo frequentano, regolarmente, classi
della scuola dell'infanzia e della primaria.
Qui sotto trovate i testi
scritti dai compagni di Valentin, un bambino che abitava a Casilino
700
Qui
trovate la lettera a Valentin scritta dai suoi compagni
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Lo
sgombero al Casilino 700
Mercoledì 11/11/09
è successa una cosa molto strana, le forze dell'ordine hanno
sgomberato il campo rom Casilino di 700.
Il nostro amico Valentin abitava proprio lì al Casilino 700,
ed ha assistito a tutto.
All'alba verso le 6,15 sono arrivate le forse dell'ordine al campo rom
per sgomberarlo e hanno ordinato di preparare le valigie in meno di
cinque minuti.
Le forze dell'ordine, per portare via i rom li anno divisi i maschi
e i bambini in un pullman e donne e bambine in un altro pullman.
Alcuni rom si sono accampati a villa de Santis, altri sono andati ad
una birreria abbandonata.
Le forze dell'ordine hanno offerto ai rom un alloggio in cui abitare
per due o tre mesi, l'offerta era soltanto per donne e bambini, agli
uomini no.
L'altra offerta era che: se volevano lo stato italiano avrebbe pagato
il biglietto ai rom per tornare in Romania.
Valentin, il nostro amico, ci ha raccontato che quando c'è stato
lo sgombero, un poliziotto non molto gentile per mettere paura al cugino
di Valentin, perché non si muoveva a prendere tutta la sua roba,
gli ha puntato la pistola in testa.
Valentin ci ha anche raccontato che lui si era dimenticato di prendere
la palla della Nike di Totti, lui quindi è rientrato nella sua
baracchetta di nascosto, però la ruspa gia stava distruggendo
la sua baracca e lui stava ancora dentro poteva anche morire, per fortuna
non è morto e si è salvato rompendo il vetro della finestra
e uscendo.
Ci ha anche raccontato che un signore rom aveva tre cani che stavano
dentro una baracca che stava per crollare, il signore è riuscito
ha salvare un solo cane, gli altri due sono
morti sotto le macerie.
Noi pensiamo che le forse dell'ordine sono stati molto crudeli con questi
rom, pensiamo anche che non è giusto che vivono per strada.
La nostra maestra sentendo Valentin raccontare queste cose si è
addirittura messa a piangere.
Classe
Quarta C
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| LO
SGOMBERO
Ieri
11/11/09 c'è stato uno sgombero al campo rom di Casilino 700,
dove abitava il nostro amico Valentin e altri rom.
Ieri a sgomberare c'erano poliziotti, carabinieri e militari.
Tutto è iniziato alle 7 e mezza del mattino; i militari avevano
detto a tutte le persone rom di preparare la valige in poco tempo.
I militari chiedevano ai bambini e ai genitori i documenti, ogni famiglia
andava con un militare a un tipo di roulotte e verificavano se avevano
problemi con i documenti, alcune famiglie avevano problemi con i documenti,
quelle persone che avevano problemi andavano su una specie di pullman.
Le donne e i bambini andavano su un pullman diverso da quello degli
uomini.
Ora parla Valentin e ci dà la sua testimonianza.
Con le ruspe hanno buttato giù tutte le casette,
a un certo punto io sono rientrato di nascosto nella baracca per prendere
un pallone che stava sotto al letto, a un certo punto il tetto è
crollato sopra al letto, sono scappato in cucina, ho rotto la finestra
e sono uscito.
Un militare ha detto di scansare la macchina, mio cugino ha detto: "Sì,
aspetta che porto la valigia in macchina" e siccome lui non si
sbrigava, il militare gli ha puntato la pistola in testa.
Dopo che sono andate via dal campo rom tutte queste persone sono andate
in una vecchia birreria, dopo sono arrivati i carabinieri e li hanno
cacciati dalla birreria, ora pare che stiano in un locale offerto dal
Municipio.
La nostra classe e un'altra classe abbiamo fatto dei panini con la carne
e i finocchi da portare ai rom, per fare colazione gli abbiamo portato
biscotti e latte poi gli abbiamo portato mele, arance, mandarini e pere;
le maestre hanno portato pannolini per i bambini piccoli.
Noi abbiamo provato molto dispiacere e abbiamo avuto molta paura.
Noi pensiamo che è una cosa ingiusta togliere le persone da una
casa senza dargliene un'altra in cambio, perché i rom sono persone
come noi e quindi devono avere una casa non perfetta ma almeno una casa
decente.
Francesco, Sara, Valentin
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Viaggio senza meta
Il giorno 11 novembre all'alba è iniziato lo sgombero del Casilino
700, un campo rom, dove abitavano circa cinquecento persone rom, tutti
provenienti dalla Romania;80 bambini di questo campo frequentano la
nostra scuola, Iqbal Masih.
Sono arrivate tutte le forze dell' ordine, hanno messo
molta paura alle persone che abitavano là.
La polizia ha cominciato con le ruspe a distruggere le baracche dei
rom.
La nostra direttrice,Simonetta Salacone, è andata al campo con
altre maestre, a un certo punto la direttrice
ha detto ai militari che stavano di guardia: " Dove andranno i
miei bambini, dove stanno?" Un militare
ha risposto da maleducato dicendo: "Non è il momento di
parlare di queste cose, questa è un'operazione di polizia."
Un nostro compagno di classe viveva in quel campo, questo bambino si
chiama Valentin, lui ha vissuto tutto ciò, ci ha raccontato più
che poteva.
Una cosa che ci ha lasciato a bocca aperta è stata che la polizia
ha puntato la pistola sulle tempie del cugino di Valentin, si chiama
Ionuz, è un ragazzo di circa 20 anni.
Un'altra cosa che ci ha colpito molto è stata che Valentin è
entrato dentro la sua baracca per prendere un pallone con su scritto
Totti, è entrato mentre la ruspe stavano per buttare giù
la sua baracca e si è rifugiato sotto il letto, per fortuna non
si è fatto niente, però lui aveva già un altro
pallone con su scritto De Rossi.
Valentin si può dire che è un vero cocciuto, pensate che
ha rischiato la vita!!
Alemanno non si è posto questi problemi quando ha deciso lo sgombero:
dove andranno i rom e come/ cosa mangeranno?
Adesso le persone rom sfollate stanno vagabondando per il VI e VII Municipio.
Il Comune ha offerto un posto per l'assistenza sociale a donne e bambini,
una casa e da mangiare, ma solo
a donne e bambini, non agli uomini!!!! Hanno accettato solo 8 famiglie.
La nostra scuola sta aiutando queste famiglie portando da mangiare panini
e altre cose.
Noi proviamo una grande sensazione di dispiacere, tristezza, malinconia
per queste persone e famiglie sfollate.
Noi pensiamo che il Comune di Roma doveva prima pensare alle conseguenze
di uno sgombero quindi pensiamo che hanno fatto non è stato giusto.
Bianca, Lucilla e Rebecca
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| Viaggio
senza meta
Ieri all'alba le forze
dell'ordine hanno sgomberato il Casilino 700, un campo di persone rom.
Tra le persone sgomberate c'è anche un nostro compagno di classe
che si chiama Valentin.
Le persone sgomberate sono tutte romeni/e, sono circa cinquecento.
Ottanta bambini che vengono da quel campo frequentano la nostra scuola,
che sarebbe l'Iqbal Masih.
Lo sgombero è avvenuto molto in fretta, perché le forze
dell'ordine non hanno dato molto tempo, alle persone che abitavano lì,
di fare le valigie e di andare via da lì, quindi le persone rom
non hanno potuto prendere molte cose.
Le forze dell'ordine hanno distrutto con le ruspe ed altre macchine
tutte le baracche dei abitanti di quel campo.
Fortunatamente molte le persone che abitano lì, hanno i documenti
in regola.
Valentin ci ha detto che lui è entrato nella baracchina, per
prendere una palla, mentre la baracchina stava crollando, ma fortunatamente
si è salvato, è riuscito ad uscire rompendo il vetro della
finestra.
Valentin ci ha detto che dei soldati e dei poliziotti mettevano le armi
in testa a le persone rom.
Fortunatamente le forze dell'ordine non hanno sparato a nessuno.
Al campo dei rom c'era anche la nostra direttrice, che è Simonetta
Salacone, che alle forze dell'ordine gli ha scritto una lettera, dove
c'era scritto, che non è giusto che le persone rom vadano via
da quel campo, e non si sa dove mandarli.
Ma una persona delle forze dell'ordine ha risposto molto maleducamente.
Adesso i rom non si sa dove andranno, sono quasi tutti sfollati.
Il comune di Roma ai rom ha fatto un'offerta, che sarebbe di andare
in un centro assistito ma solo le donne e i bambini/e, gli uomini da
un'altra parte, hanno accettato solo otto persone o di ritornare in
Romania, ma le persone rom non hanno accettato, perché volevano
stare tutti insieme, e non divisi.
Non volevano tornare in Romania perché c'era un motivo che sarebbe
che c'è poco cibo e le scuole venivano pagate tanto, per cui
sono venuti in Italia.
Adesso i rom non si sa cosa mangeranno.
La nostra scuola sta dando dei cibi per le persone romene, alcuni cibi
sono dei panini con verdura e carne.
Delle persone hanno dato un po' di soldi in beneficenza ai rom per comprarsi
qualcosa da mangiare e da bere.
Noi proviamo molto dispiacere, tristezza, per queste famiglie, e se
fossimo dei bambini come loro avremmo anche molta paura.
Noi pensiamo che i rom possono andare anche via da quel campo, ma che
il comune gliene dovrebbe dare un altro più attrezzato, con case,
cose da mangiare e cose che abbiamo tutti noi, perché i rom sono
persone come noi.
Marco Michela Valerio
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| Sgombero
a mano armata
Ieri
al Casilino 700 i poliziotti hanno sgomberato un campo dove abitavano
cinquecento persone rom, che venivano tutte dalla Romania.
Là ci abitava un nostro compagno di scuola, lui si chiama Valentin.
Quaranta bambini del campo Casilino 700 frequentano la nostra scuola.
All'alba sono arrivati i poliziotti e hanno detto ai rom di andarsene
e di prendere le loro cose, con delle ruspe hanno distrutto le "baracche"
dove loro abitavano.
Tutti i rom non erano d'accordo col fatto di andarsene via, ma non potevano
opporsi alle forze dell'ordine quindi hanno ubbidito ai poliziotti.
Il nostro amico, Valentin, ci ha raccontato che un poliziotto ha puntato
una pistola sulla tempia di suo cugino perché stava portando
una valigia pesantissima, e non si sbrigava.
Valentin ci ha raccontato un' altra cosa oscena.
Mentre stava fuori dalla sua "baracca" con i poliziotti che
lo sorvegliavano, è rientrato di nascosto per prendere il suo
pallone con scritto sopra TOTTI, Valentin stava cercando la palla sotto
il suo letto, quando è crollato il soffitto sul letto!!!! Era
la ruspa che stava demolendo la casa! Senza riuscire a prendere la palla,
Valentin ha spaccato il vetro della finestra della cucina e è
scappato via.
I poliziotti non hanno ancora stabilito dove andranno queste persone
rom, loro si sono trasferiti prima a Villa de Santis poi in una fabbrica
abbandonata di fronte a Villa de Santis dove vendevano birra.
Ora sono stati buttati fuori dalla birreria e non sappiamo ancora dove
li manderanno.
C'è un altro grosso problema: cosa mangeranno?
La nostra scuola ha contribuito a mandare ai bambini e agli adulti latte,
biscotti, arance, pane farcito con carne o finocchi.
Noi proviamo dispiacere per questi bambini rom, senza un tetto dove
ripararsi, che non possono stare un po' tranquilli.
Noi vorremmo aiutarli il più possibile.
Pensiamo che lo stato abbia fatto male a far andare via le persone rom
senza un posto in cui potessero andare, invece se avessero trasferito
le persone in un posto migliore almeno si sarebbe risolto qualcosa.
Pensiamo anche che non sia giusto che ora questi rom girovaghino per
la strada senza sapere dove andare.
Camilla, Valeria, Tatiana
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