Il 16 aprile 1995 Iqbal Masih
veniva ucciso nel suo villaggio, mentre giocava. I bambini della scuola
Iqbal Masih conoscono la sua storia e approfondiscono, a diversi livelli,
le tematiche legate ai diritti dei bambini e allo sfruttamento minorile.La
nostra scuola è gemellata con una scuola in Pakistan; con un
piccolo aiuto ogni mese aiutiamo i bambini a studiare.
La
pagina del sito dedicata a Iqbal Masih
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Dopo la pubblicazione
sul giornale, abbiamo ricevuto una bella lettera da una maestra. Eccola
qui ( clicca per allargare)
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I testi e i disegni
della classe Quinta A di via Ferraironi
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Storia di Iqbal
La scuola Iqbal Masih, ha
scelto questo nome per ricordare questo bambino pakistano che è
stato venduto dai genitori a una fabbrica di mattoni dove lavorava dalla
mattina alla sera e lo facevano dormire in condizioni terribili: era
incatenato per non farlo scappare .Iqbal ha cercato di scappare più
volte ma lo riacchiappavano.
Poi è stato venduto a dei fabbricanti di tappeti dove anche lì
ha cercato di scappare per ribellarsi al lavoro minorile.
Anche alla fabbrica di tappeti era tenuto in condizioni tremende, mangiava
una volta al giorno.
Tentò mille volte di scappare per comunicare con i poliziotti
.
Una volta però scappò e trovò un'associazione contro
il lavoro minorile, allora si ribellò e divenne famoso finche
un giorno tornò a casa sua per Pasqua e una sera mentre giocava
con l'aquilone la mafia dei tappeti lo ammazzò.
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Iqbal Masih
Ci
ha ricordato molti momenti tragici e sfruttamenti minorili, causati
in modo violento. Però eri un ragazzo spinto a vivere e per questo
ti dedichiamo questa poesia.
Mani lavoratrici usano molta abilità,
non si fermano mai,
stessi movimenti,stesse speranze,
i loro corpi esausti sono costretti.
Altro che felicità ed emozioni:
disprezzo, rancore,odio, speranze senza vie,
neanche un minimo d'affetto,
solo attrezzi pesanti e sporchi.
Noi però ricordiamo:
non servono attrezzi pesanti ma
penne , matite, quaderni.
Per tutti i bambini del mondo
Federico,Chiara e Giorgio
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Iqbal, un bambino speciale
Quindici
anni sono passati,
ma i pensieri non sono svaniti
perché quel caro bambino
aiutò molti ragazzi nel loro cammino;
dalla schiavitù li liberò
ma quando a casa ritornò
la mafia lo ammazzò.
Iqbal era speciale
pur essendo un bambino normale.
Fece manifestazioni, discorsi
per restituire la libertà ai bambini percossi.
Caro Iqbal questa poesia è dedicata a te
perché bambino più speciale non c' è.
Emanuele, Valerio, Enrica
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Iqbal
Non
tanto tempo fa,
nacque un bambino, Iqbal.
Di denaro i genitori non ne avevano,
così il loro figlio vendettero.
Ad una fabbrica di mattoni arrivò
E , lavorando, lui si ribellò.
Da una fabbrica all'altra lui passò
Ma di ribellarsi mai si fermò.
Per la centesima volta lui scappò
Ed una associazione trovò.
Con questa organizzazione lui manifestò
E presto in tutto il mondo di lui si parlò.
" i bambini hanno bisogno di penne per scrivere" diceva,
e alla fine della sua vita questo conduceva.
Dalle stalle alle stelle, dalle fabbriche alle scuole,
liberò tanti bambini che fabbricavano suole.
Lui avvocato voleva diventare,
ma per la mafia, a questo punto non riuscì ad arrivare.
Da tanto tempo è morto,
ma nessuno lo ha scordato.
Chi c'era e chi non c'era sa la sua storia,
ed è per questo che va avanti la memoria.
La storia di un bambino coraggioso,
indipendente, assetato di giustizia.
Iqbal è una leggenda vivente
E noi dobbiamo tramandarla per sempre.
Cecilia C
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IQBAL MASIH PER ME E NELLA
MIA VITA
Io appena sento "Iqbal Masih" mi vengono i brividi perché
un bambino è riuscito a denunciare decine di persone. Soprattutto
se penso all'età, era più o meno come me e lui è
riuscito a convincere tantissime persone a non far lavorare i bambini.
Io lo rispetto come mio salvatore, Iqbal è stato coraggioso e
un mito, secondo me nella mia vita e nella vita di molti altri bambini
.
E' molto bello che la mia scuola si chiama così, è una
scuola che ha una storia. Secondo me la storia di Iqbal Masih è
una storia che non va dimenticata.
Francesca P. e Elena

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POESIA
PER IQBAL
Quella di Iqbal è una triste storia,
ma chi la ascolta non si annoia.
E' la storia di un bambino sfortunato,
morto soltanto perché si era ribellato;
i suoi genitori, poveri ed analfabeti,
l'hanno venduto ad un fabbricante di tappeti;
e per estinguere un debito senza fine
ha intrecciato tappeti con le sottili manine.
Dolorante, sporco, con la lana in gola,
non gli permettevano di andare a scuola.
Così alla fine, Iqbal scappò,
e tanti bambini come lui liberò.
Voleva studiare per diventare avvocato,
un sogno che non ha mai coronato:
con un proiettile è finita la sua storia;
la storia è finita ma ne resta la memoria:
l'idea, il coraggio, la ribellione
e di bambini così ce ne sono a milioni;
al proprio telaio sono incatenati
e aspettano in silenzio di essere liberati.
Francesca D. e Joadson
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Classe Quinta A via Ferraironi
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