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Abbiamo immaginato che la sequoia di Casale Garibaldi potesse parlare. Ci ha raccontato delle storie bellissime... L'inizio della storia è stato scritto collettivamente
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| LA SEQUOIA DI CASALE GARIBALDI
RACCONTA
Era il crepuscolo, tirava vento, le foglie
cadevano e il sole tramontava dietro i palazzi del quartiere. |
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" C'era una volta un navigatore
spagnolo che navigando verso ovest, approdò su una terra dove incontrò
un indiano pellerossa di nome Sequì. Il navigatore si chiamava
Cristoforo Colombo e l'indiano fece subito amicizia con lui e gli regalò
un seme. Non sapendo cosa fosse quel seme, Colombo ripartì per
la Spagna e lì lo seminò. Più tardi Cristoforo Colombo
mise in vendita la pianta e un navigatore italiano la comprò come
ricordo con il nome di "Sequì" e la trapiantò
in Italia. Qui tradusse il nome in " Sequoia". ". |
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"Nel
1931 dove vedete oggi i palazzi c'erano le baracche. Un giorno sono venuti
alcuni bambini come voi che abitavano nelle baracche." "Perché
sono venuti?" chiese Elena e la sequoia disse:" Dopo risponderò,
ed ora torniamo a noi. Dove ero rimasto? Ecco dove ero rimasto, ero rimasto
ai bambini, dunque questi bambini erano venuti a fare un pic nic davanti
a me e mi buttarono addosso dei rifiuti! Io mi svegliai e loro per scusarsi
buttarono i rifiuti nel secchio, si scusarono ed andarono via, ma l'episodio
non si ripetè più. Quando buttarono giù le baracche,
nel 1960, gli abitanti del quartiere adottarono gli alberi e proprio la
famiglia di questi bambini mi adottò. Così ogni pomeriggio
venivano a mangiare e a giocare e persino a festeggiare vicino a me, ma
nel 1990 morirono tutti ed io rimasi senza famiglia, ma mi sono rimasti
nel cuore." Ed Elena disse:" Oh che storia romantica!".
:"Eh si, ma ora andate, sono arrivati i genitori." "Ciao"
dissero i bambini, e i genitori chiesero:"Con chi parlate? Con la
sequoia?" "Non ti preoccupare, non era nessuno". :"Ok"
dissero i genitori, e tutti tranquilli tornarono a casa con la sequoia
nel cuore.
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" Il mio seme è volato dall'America a Roma in una giornata di vento. Poi sono atterrata in un pezzo di prato e nel 1325 ho iniziato a spuntare dalla terra. Vedevo: le carrozze con cavalli, poi ho visto le guerre mondiali e delle grandi tempeste". I bambini dissero: " Anche al giorno d'oggi ci sono delle tempeste!" " Sì, però una volta c'erano più intense tempeste! Poi dopo un po' sono state costruite delle case e proprio vicino a me,nel 1750, è stato costruito il Casale. Poi arrivò l'elettricità, poi la seconda guerra mondiale, la Tv in bianco e nero e poi a colori, gli aerei, le macchine, le moto, l'autobus, le biciclette a motore! Una notte venne un certo signore chiamato Garibaldi e i contadini lo ospitarono nel Casale e da quel giorno il casale si chiamò Casale Garibaldi" |
| <Dovete
sapere che trecento anni fa io stavo in America del Nord. Io sono nato nel Dicembre del 1700 e mi hanno dato il nome "Sequoia" per ricordare il primo indiano che ha inventato l'alfabeto. Quando ho compiuto dieci anni, mi hanno trapiantato in Italia, a Roma, in una campagna, vicino a una casa abitata da contadini. Dopo tre mesi feci amicizia con quattro allori, due cipressi e due ginkgo biloba. Una notte passò e dormì Garibaldi e noi lo accogliemmo con grande felicità. Ci divertimmo molto fino a quando, nel 1975, arrivarono gli operai che incominciarono a costruire il quartiere chiamato "Casilino 23". Noi avevamo una grande paura, perché pensavamo che ci dovessero tagliare. Ma, visto che noi eravamo grandi testimoni del passato, ci risparmiarono: circondarono l'area e chiamarono la casa "Casale Garibaldi". Nel 1985 piantarono molti alberi e poi li adottarono.. |
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Un pomeriggio vidi Garibaldi entrare dal cancello. Aveva gli abiti strappati.
Si nascondeva e cercava rifugio, questa volta si rifugiò nel casale
e i contadini lo ospitarono. Garibaldi ringraziò, i contadini gli portarono da mangiare e da bere in giardino, all'ombra di un mandarino. Garibaldi raccontò la sua storia ai contadini: - Sono in guerra per unire l'Italia, però non ho rispettato le leggi del Papa e sono ricercato, mi sto nascondendo per non farmi prendere, mi sto rifugiando nelle case in cui mi ospitano. Il mattino dopo Graibaldi per colazione prese due mandarini, si fece una passeggiata per il casale e disse: - Quanto è bella questa sequoia!- E mi accarezzò. " Un bambino domandò : < Come era fatto Garibaldi?> La sequoia rispose: < Garibaldi aveva dei pantaloni lunghi infilati negli stivali e una camicia rossa. Poi Garibaldi andò via e guardò anche gli altri alberi del casale. Ma Garibaldi vide avvicinarsi i soldati francesi, salutò i contadini e scappò!> |