Dopo aver disegnato, abbiamo scritto dei testi per raccontare come da piccoli immaginavamo il nostro corpo dentro

COME IMMAGINAVO IL CORPO UMANO…….

Io pensavo che nel mio corpo c'erano degli ometti che ci muovono le braccia, le gambe, la testa, le mani, i piedi, gli occhi, la bocca, le dita dei piedi. Mi sembrava che questi ometti mi facevano muovere come un robot poi quando mangiavo e ingoiavo questi ometti con le loro mani lo prendevano e pian piano lo tiravano giù e così mi andava in pancia. ELENA D.


Per me il corpo umano era formato come da una nazione di omini che mi faceva correre e bere e mi difendeva dalle malattie. Per me la vita era come i raggi del sole che partono e, arrivano all'oggetto. Invece i denti credevo che erano come miliardi di coltelli affilati. ANDREA V.


 

Da piccolo immaginavo che il cervello era comandato da piccoli omini seduti su delle sedie che comandavano le mie emozioni ecc. poi il cuore era un vortice che risucchia tutto. Quando mangiavo le cose pensavo che non le digerivo e ad un certo punto non mi entrava più niente da mangiare. Pensavo che nella mia testa c'era un pezzo colorato di viola dove c'erano tutte le cose che ricordo e poi c'era la scatola della risata e quando rido troppo non funziona più. DAMIANO




Io quando ero piccola pensavo che dentro il mio corpo c'erano degli omini che mi muovevano. C'erano due tipi di uomini quelli buoni e quelli cattivi. Le azioni buone le facevano i buoni e le azioni cattive gli omini cattivi. Quando mi ammalavo pensavo che avevo fatto qualcosa di male. Fino al settimo anno, il compleanno l'ho passato che stavo male quindi pensavo che non mi meritavo di festeggiarlo. FRANCESCA P.


Da piccola immaginavo che il cuore fosse una palla di gomma che per farla battere c'erano due piedi automatici che ogni secondo gli davano un calcio. Invece pensavo che nel mio cervello c'erano dei polpi che mentre pensavo loro scrivevano. Nelle braccia e nei piedi pensavo che ci fosse una palestra dove si esercitavano e mi rendevano forte e per farmi camminare c'era una TV dove mi vedevano e con un telecomando mi facevano muovere. Invece per la bocca c'erano degli omini che ci facevano delle flessioni e mi facevano parlare. SOFIA


Io immaginavo che nel cervello c'erano dei piccoli omini con un computer e ogni omino controllava un emozione e quindi un omino metteva tutto insieme e controllava i miei movimenti. Poi gli occhi erano fatti di un omino che li muoveva e controllava tutti i movimenti e che mettevano a fuoco. Il naso era formato di omini stratosferici. Le corde vocali le immaginavo come un altoparlante. I batteri me li immaginavo come creme che attaccavano le varie parti del corpo. FRANCESCO

Da piccola pensavo che i batteri e i germi che si formavano nell'intestino erano microscopici esseri umani che ti davano pugni e botte. Pensavo che nel sedere c'era un omino con una catapulta che sparava puzzette. Pensavo che nell'intestino c'era un omino lego che stava nella barchetta e navigava. CECILIA G


Io immaginavo che dentro di me c'erano tanti piccoli omini che gestivano il corpo. C'era una stanza molto bella (che era il cervello) dove io mi dicevo a mente che volevo correre allora un omino azionava un pulsante che mi faceva correre. Quando stavo male pensavo che un omino aveva sbagliato a premere un pulsante e il grande computer si era bloccato. I virus invece pensavo che fossero piccoli mostri e la guardia sanguigna non li faceva passare a parte qualche volta che era distratto. ENRICA


Io da piccolo pensavo che quando mangiavo e scendeva tutto giù il cibo c'era una lavatrice che rimangiava tutto e il cibo diventava più piccolo. Oppure quando mi pizzicava la gola pensavo che c'erano degli omini dentro la gola che mi pizzicavano con gli stuzzichini. MARCO


Io sul corpo umano da piccola pensavo tante cose strane: pensavo che il cervello fosse una batteria con bocca, occhi, mani e piedi sospesa in un vuoto nero e che sorrideva ogni volta che facevo un'azione; per tutto il resto c'erano tanti omini davanti a un grandissimo computer e con quello decidevano come farmi stare. CHIARA

Da piccolo pensavo che dentro il mio corpo c'erano degli omini buoni, quelli che mi facevano muovere e degli omini cattivi che erano le malattie. Alla fine vincevano sempre i buoni ma quando ho preso la varicella pensavo che avevano vinto i cattivi e mi avevano attaccato tante bombette al corpo. Poi quando mi mettevano il talco mentolato entravano i buoni e annientavano i cattivi. EMANUELE


Immaginavo e immagino ancora che il corpo sia costellato di omini: sale, zucchero, grassi. Sennò chi le porta le informazioni dal cervello alle gambe? Immagino che quando corro ci siano dei velocisti che saltano su una bicicletta e producono pedalando energia che viene immagazzinata e poi portata ai piedi. VALERIO


Da piccolo pensavo che dentro il mio corpo c'erano dei piccoli uomini che se io mangiavo prendevano al volo il mangiare e lo depositavano nella cassaforte così prendevano provviste. GIORGIO


Io da piccolo pensavo che nella mia pancia ci abitava qualcuno perché quando mi faceva male pensavo che mi davano i cazzotti nella pancia. JOADSON


Io quando ero piccola, pensavo che per fare funzionare il cervello c'era un omino che girava una rotellina: se la girava iniziavi a pensare. Pensavo, anche che quando mi veniva mal di pancia c'era un omino che mi ricomponeva il cibo. ILARIA

Quando ero piccola pensavo che la vescica era un rubinetto dove a fianco c'era una omino che la apriva e facevi la pipì e la popò la faceva fare la moglie di dietro con lo stesso meccanismo. Mentre le dita dei piedi erano la loro casa e quando si muovevano era nato un figlio. ZOE AISHA


Il corpo umano me lo immaginavo un po' robotico e un po' umano. Pensavo che il cervello fosse fatto con delle rotelle e il cuore una parabola di sentimenti. Quando prendevo la febbre credevo che i virus combattessero contro le vitamine e i ferri con le spade; lo stomaco credevo che fosse lava che fondeva le cose che mangiavo e i polmoni della musica ritmica. FEDERICO


Quando avevo tre anni immaginavo che dentro di me ci fossero tanti omini con la tuta ed il cappellino blu. Giravano delle manovelle e il corpo si muoveva. Queste manovelle erano di ferro e quando si arrugginivano, io mi facevo male e quando gli omini non volevano lavorare mi ammalavo. Per dormire succedeva che questi omini giravano una manovella e mi chiudevano gli occhi. Insomma, mi credevo un grande burattino. CECILIA C.

Quinta A via Ferraironi